Si sostituisce una caldaia a gas in un edificio degli anni ’80 a Losanna. Arriva il preventivo, la pompa di calore costa tre volte di più rispetto alla sostituzione identica. Il riflesso è cercare sovvenzioni per la ristrutturazione energetica.
Si scopre allora che l’importo, le condizioni e persino il modulo cambiano a seconda del cantone in cui si trova l’edificio. In Svizzera, il sistema di aiuti esiste, è generoso, ma richiede di comprendere alcuni meccanismi prima di firmare qualsiasi cosa.
Programma di impulso 2025: cosa è cambiato per la sostituzione del riscaldamento
Il Programma Edifici, finanziato dalla Confederazione e dai cantoni, rimane la base principale delle sovvenzioni. È conosciuto soprattutto per l’isolamento termico e la sostituzione delle piccole caldaie fossili.
Dal 1° gennaio 2025, un Programma di impulso lo completa. Si rivolge a casi che il dispositivo classico copriva male: i riscaldamenti elettrici decentralizzati, le grandi installazioni fossili di oltre 70 kW e un bonus legato all’efficienza dell’involucro dell’edificio. Per un proprietario di PPE con radiatori elettrici in ogni stanza, è un’apertura concreta che non esisteva prima.
Nel 2025, le installazioni tecniche dell’edificio hanno rappresentato 186 milioni di franchi di aiuti impegnati, contro 145 milioni per l’isolamento termico. Questo scostamento conferma che la sostituzione del riscaldamento mobilita più fondi dell’isolamento. Dei 20.097 riscaldamenti fossili o elettrici sostituiti con un aiuto, l’82% lo è stato tramite pompe di calore. Il cambiamento verso l’elettrificazione del riscaldamento rinnovabile è documentato, non semplicemente annunciato.
Le procedure legate a questi programmi sono centralizzate su subventionsbatiment.ch, che raggruppa le informazioni per cantone e per tipo di misura.

CECB Plus: la diagnosi che condiziona l’accesso alle sovvenzioni
Si può isolare un tetto o cambiare finestre senza certificato energetico. Tuttavia, per accedere alle sovvenzioni cantonali più elevate, in particolare quelle legate alle ristrutturazioni globali, è spesso richiesto un rapporto CECB Plus.
Il CECB (Certificato Energetico Cantonale degli Edifici) valuta la performance di un edificio su una scala da A a G. La versione “Plus” va oltre: propone un piano di ristrutturazione dettagliato, con varianti e un calendario di lavori per fasi. È questo documento che consente al cantone di convalidare che il progetto raggiunga una soglia di performance sufficiente per sbloccare i fondi.
Concretamente, si fa riferimento a un esperto CECB certificato. Egli ispeziona l’edificio, analizza l’involucro, il sistema di riscaldamento, la ventilazione, e poi redige il rapporto. Il costo del CECB Plus stesso è talvolta parzialmente sovvenzionato a seconda del cantone. Vaud e Ginevra lo coprono in determinate condizioni, altri cantoni no. I riscontri variano su questo punto, è meglio verificare direttamente con il servizio cantonale dell’energia prima di incaricare l’esperto.
Sovvenzioni cantonali in Svizzera: perché gli importi variano così tanto
Il Programma Edifici definisce un modello comune, ma ogni cantone lo adatta alla propria politica energetica. Risultato: per una stessa sostituzione di caldaia a gas con una pompa di calore, l’importo della sovvenzione può variare sensibilmente da un cantone all’altro.
Vari fattori spiegano queste discrepanze:
- Il budget cantonale assegnato al programma, che dipende dalle entrate della tassa CO2 redistribuite e dai fondi propri del cantone.
- Le priorità locali: alcuni cantoni incentivano l’isolamento della facciata, altri pongono l’accento sul solare termico o sui collegamenti a una rete di calore.
- Le esigenze tecniche: la soglia di performance da raggiungere dopo i lavori (valore U delle pareti, classe CECB target) non è la stessa ovunque.
Un caso recente illustra i limiti del sistema: il cantone del Giura ha sospeso una parte del suo programma di ristrutturazione per mancanza di budget sufficiente. Quando il budget è esaurito, le nuove richieste vengono messe in attesa o rifiutate, anche se il progetto soddisfa tutti i criteri. Questa situazione ricorda che non basta compilare un dossier conforme, è anche necessario presentare la domanda al momento giusto.

Presentare la domanda di sovvenzione: il tranello del tempismo
La regola più importante, e la più spesso ignorata sul campo: la domanda di sovvenzione deve essere presentata prima dell’inizio dei lavori. Non prima della fine, non durante. Prima. Qualsiasi fattura emessa o qualsiasi cantiere iniziato prima dell’accordo formale del cantone rende il dossier non idoneo.
In pratica, si compila il dossier con il preventivo dell’azienda, il rapporto CECB Plus se necessario, e i moduli del cantone. Si attende poi la conferma scritta di concessione prima di firmare il contratto di lavori. Questo tempo può richiedere da alcune settimane a diversi mesi a seconda del carico del servizio cantonale.
Per un progetto che combina isolamento e sostituzione del riscaldamento, è necessario anche verificare se i due aspetti possono essere richiesti in un’unica richiesta o se richiedono due dossier separati. Anche in questo caso, la procedura varia per cantone.
Altro punto da non trascurare: le deduzioni fiscali sulle spese di ristrutturazione energetica sono cumulabili con le sovvenzioni nella maggior parte dei cantoni. L’importo deducibile corrisponde ai lavori meno la sovvenzione ricevuta, il che riduce ulteriormente il costo netto del progetto. Un fiduciario o un consulente fiscale può quantificare il guadagno esatto a seconda della situazione del proprietario.
Il sistema svizzero di sovvenzioni per la ristrutturazione energetica è strutturato e ben dotato, con oltre 636 milioni di franchi impegnati nel 2025. La difficoltà non è trovare i fondi, ma rispettare la sequenza: diagnosi, richiesta, convalida, poi lavori. Invertire due fasi è sufficiente per perdere il finanziamento.



